Walter Ricoveri
racconta la sua storia.
Era una bella notte quella tra il
26 e il 27 maggio del 1993. Una di quelle notti fiorentine che scivolano piano
verso l’estate e fanno nascere il desiderio di uscire, di passeggiare sotto un
manto di stelle. Il prof. Ricoveri non aveva voglia di andare a letto.
L’indomani doveva tenere una lezione e voleva rileggere un articolo da una
rivista scientifica per parlarne ai suoi ragazzi. Abitava allora all’angolo con
via Lambertesca, vicino alla Torre de’ Pulci. Si accomodò sulla sua poltrona
Frau e cominciò la sua lettura. Improvvisamente, un forte boato squarciò la
notte. – Rimasi smarrito al buio più completo mentre il tetto saltava per aria
e non sapevo cosa pensare – racconta il professore – era il tempo della guerra
in Yugoslavia e pensai addirittura che la Serbia ci avesse colpito con un
missile. Vedevo il cielo sopra di me e quindi doveva essere qualcosa che veniva
dal cielo. Non ero ferito perché ero stato protetto dagli orecchioni della Frau e dalla trave sopra di me, che era rimasta
intatta. Ma le mura non c’erano più. Le urla di mia madre dalla camera vicina
mi riportarono alla realtà e mi accorsi che non avevo più gli occhiali ed ero a
piedi nudi. Riuscii a raggiungerla e a darle perfino una pasticca per il cuore
ma tirarla fuori dal letto era un’impresa. Con una lampada di emergenza andai a
cercare soccorso dai vicini che appena mi videro cominciarono ad urlare
disperati, ma mi aiutarono. Intanto cominciavano ad alzarsi le fiamme e già
arrivavano i primi soccorritori. A un quarto alle due ero già in salvo verso
l’ospedale. Fu allora che avvertii nel naso e nella gola l’odore e il sapore
inconfondibile del tritolo e ripensai ai numerosi attentati accaduti in quel
periodo in tutta Italia.
Nessun commento:
Posta un commento