martedì 9 aprile 2013

un forte boato e si apre il cielo sopra di me


Walter Ricoveri racconta la sua storia.

Era una bella notte quella tra il 26 e il 27 maggio del 1993. Una di quelle notti fiorentine che scivolano piano verso l’estate e fanno nascere il desiderio di uscire, di passeggiare sotto un manto di stelle. Il prof. Ricoveri non aveva voglia di andare a letto. L’indomani doveva tenere una lezione e voleva rileggere un articolo da una rivista scientifica per parlarne ai suoi ragazzi. Abitava allora all’angolo con via Lambertesca, vicino alla Torre de’ Pulci. Si accomodò sulla sua poltrona Frau e cominciò la sua lettura. Improvvisamente, un forte boato squarciò la notte. – Rimasi smarrito al buio più completo mentre il tetto saltava per aria e non sapevo cosa pensare – racconta il professore – era il tempo della guerra in Yugoslavia e pensai addirittura che la Serbia ci avesse colpito con un missile. Vedevo il cielo sopra di me e quindi doveva essere qualcosa che veniva dal cielo. Non ero ferito perché ero stato protetto dagli orecchioni della Frau e dalla trave sopra di me, che era rimasta intatta. Ma le mura non c’erano più. Le urla di mia madre dalla camera vicina mi riportarono alla realtà e mi accorsi che non avevo più gli occhiali ed ero a piedi nudi. Riuscii a raggiungerla e a darle perfino una pasticca per il cuore ma tirarla fuori dal letto era un’impresa. Con una lampada di emergenza andai a cercare soccorso dai vicini che appena mi videro cominciarono ad urlare disperati, ma mi aiutarono. Intanto cominciavano ad alzarsi le fiamme e già arrivavano i primi soccorritori. A un quarto alle due ero già in salvo verso l’ospedale. Fu allora che avvertii nel naso e nella gola l’odore e il sapore inconfondibile del tritolo e ripensai ai numerosi attentati accaduti in quel periodo in tutta Italia.

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