martedì 9 aprile 2013

sul Giardino del Tramonto, il sole rinasce ogni giorno


Alla Romola, un monumento allegorico ricorda le vittime dei Georgofili.

Perché si costruiscono i monumenti? A cosa servono? Un monumento è un’opera d’arte che si innalza in un luogo e dura nel tempo per rendere onore a persone che hanno compiuto opere importanti o per ricordare chi non c’è più. I monumenti servono alla memoria, servono a far riflettere le persone sugli eventi accaduti e, se sono belli, stimolarci a ripeterli; se sono brutti, fare in modo che non ricapitino più.
La notte del 27 maggio 1993, a Firenze, in via dei Georgofili, in un attentato mafioso furono uccisi la famiglia Nencioni, originaria della Romola, frazione di San Casciano Val di Pesa, e lo studente universitario Dario Capolicchio. Proprio alla Romola, su iniziativa della popolazione e del Comune è nato un monumento allegorico dedicato alle vittime della mafia. Si chiama Il Giardino del Tramonto per ricordare la poesia che la piccola Nadia Nencioni aveva scritto a scuola pochi giorni prima di morire. È uno spazio che comprende, oltre a varie piante, una struttura architettonica ideata da G. Merlini e L. De Filla, realizzata dai ragazzi della Scuola Professionale Edile di Fiesole. Vi si rappresentano il rudere della Torre de’ Pulci, sede dell’Accademia dei Georgofili, le macerie, uno scorcio di via Lambertesca con una finestra stilizzata che si affaccia in direzione del cimitero dove è sepolta Nadia con i suoi familiari. Una bella fontana, con anse e cascate, rappresenta il fiume Arno e, nelle sue acque si riflette un originale mosaico del grande pittore Silvio Loffredo. Rappresenta episodi di un Pinocchio frastornato che stringe un patto d’intesa con un lupo cattivo, mentre una barchetta di carta con gendarmi guardinghi, è presa d’assalto da piovre e ranocchi. In alto volano uccellini, simbolo di vita e di speranza; in basso, la triste realtà è rappresentata da una serie di minacciosi pesci che si divorano l’un l’altro. Il mosaico è realizzato in arte povera. Le tessere sono formate con piccoli pezzi di piastrelle colorate ritagliate una per una da Luigi Dainelli, zio di Nadia, sotto la guida del Maestro Loffredo. Ne risulta un’ opera singolare che lo zio Luigi cura e mantiene con grande amore. Tutti gli anni, il 27 maggio, il Giardino del Tramonto diventa luogo di memoria ed ospita spettacoli ed eventi per rievocare il dramma che ha vissuto la nostra nazione e ha colpito in modo crudele la nostra comunità. In quell’occasione si anima di voci, canti, suoni e in tanti accorrono a partecipare all’evento. Ma la dimensione intima del Giardino  si percepisce soprattutto nel silenzio delle belle giornate di sole. Ed è proprio allora che vi invitiamo a visitarlo, a passeggiare lungo la fontana, a cogliere con lo sguardo i guizzi colorati del mosaico e a farvi invadere dalla straordinaria serenità che questo luogo emana.

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